Storia del brand LG
LG è un’azienda multinazionale sudcoreana che ha avuto uno sviluppo evolutivo piuttosto trasversale. Partita dall’industria della chimica e della plastica, LG nel corso dei decenni si è poi rivolta verso il mercato dei telefonini e delle tv. Conosciamola meglio la storia di questo brand che, tra salite e discese, continua ad essere uno dei più rinomati ed affidabili del settore dell’elettronica.
Le origini di LG
LG nacque in Corea del Sud nel 1947, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, per volontà di Koo In-Hwoi. Il nome iniziale era Lak-Hui Chemical Industrial Corporation. Da subito si affermò come azienda leader nel settore chimico sudcoreano e agli inizi degli anni ‘50 mosse i suoi primi passi nell’industria della plastica.
Lo step successivo fu il passaggio ai dispositivi elettronici ed infatti verso la metà degli anni ‘50 la Lak-Hui (pronunciato come il termine inglese “lucky”, cioè fortunato) lanciò sul mercato la prima radio interamente prodotta sul territorio nazionale. Nel 1958 nacque anche il marchio GoldStar, che avrebbe dato vita in seguito alla LG Electronics.
L’exploit della GoldStar e l’espansione verso gli altri settori
La Lak-Hui continuò ad investire principalmente nel settore GoldStar, mentre la neonata consociata GoldStar si dimostrò un “enfant prodige” poiché allargò rapidamente il suo campo d’azione in tanti altri settori commerciali molto remunerativi che comprendevano la produzione di frigoriferi, televisori, lavatrici, condizionatori ed altri prodotti elettronici.
Nonostante il grande successo, la produzione e la distribuzione dei prodotti della GoldStar erano confinate al territorio nazionale. Tutto cambiò dalla metà degli anni ‘90, quando la Lak-Hui si fuse con la GoldStar, dando vita alla LG. Dalla nuova organizzazione societaria nacquero 5 comparti produttivi: LG Electronics, LG Chemical, LG Display, LG Telecom e Zenith. Concentriamo la nostra attenzione sulla LG Electronics che tra i 5 comparti si è dimostrato uno dei più “vivaci”.
Lo sbarco in Occidente
LG Electronic era molto ambiziosa e quindi puntava decisamente ad entrare nei ricchi mercati statunitensi ed europei, riuscendo ad ottenere diverse certificazioni per l’operatività in diversi paesi occidentali. Nel 1998 il marchio lanciò il primo televisore al plasma da 60 pollici nel mondo e negli anni successivi commercializzò un gran quantitativo di telefonini nel Vecchio Continente e negli Stati Uniti.
Nel 2001 LG Electronics entrò prepotentemente e definitivamente nei mercati europei, esportando dispositivi GSM in Italia ed in Russia, senza tralasciare il mercato asiatico. L’espansione continuò e nel 2003 LG raggiunse anche i mercati del Regno Unito e di tanti altri paesi europei. Nel 2005 l’azienda sudcoreana conquistò il quinto posto tra i maggiori produttori mondiali di smartphone. Nello stesso anno entrò nella lista dei top 100 global brand, un riconoscimento che confermò l’ascesa inarrestabile del marchio sia nel mondo degli smartphone che delle tv.
A cavallo tra il 2010 ed il 2013 LG visse il suo momento di maggiore splendore, diventando il terzo produttore al mondo di smartphone dietro i colossi Samsung ed Apple, e addirittura il secondo nel settore dei televisori. Alcuni analisti predissero addirittura che LG avrebbe presto superato in volata Samsung ed Apple, ma le cose andarono diversamente.
Gli anni della crisi
LG commise alcuni errori di natura commerciale e molti telefonini top di gamma, come LG G5, non ebbero il successo sperato. Inoltre nel mercato entrarono altri concorrenti agguerriti come Huawei e Xiaomi che hanno notevolmente rallentato la crescita di LG.
Soprattutto nel settore della telefonia l’azienda sudcoreana ebbe perdite importanti, tanto da decidere di chiudere nell’aprile del 2021 la produzione di smartphone. Le perdite toccarono i 3,7 miliardi di euro accumulati nel giro di 6 anni, quindi il brand decise di rivolgere la sua attenzione verso altri settori dove ha continuato a mantenere la sua posizione di leadership.
Sulla crisi della LG ha pesato chiaramente anche la pandemia da Covid-19, in seguito alla quale è risultato difficile se non impossibile reperire i processori e di conseguenza lanciare nuovi modelli sul mercato. La crisi epidemiologica naturalmente ha colpito tutti gli altri brand, ma LG ha accusato maggiormente il colpo proprio perché aveva un bilancio già in rosso, almeno nel mondo della telefonia.
La revisione dei piani interni
LG ha quindi cambiato rotta rivedendo i suoi piani di business ed in generale i progetti in cantiere. Neanche il lancio al CES 2021 del primo smartphone pieghevole dal display arrotolabile griffato LG è riuscito a risollevare il comparto della telefonia.
Tuttavia l’azienda ha spiegato che non si è trattato di un addio definitivo al mondo della telefonia, in quanto ha rassicurato che avrebbe continuato a lavorare su tecnologie legate al mobile come il 5G.
Al momento comunque LG ha rivolto la tua attenzione verso la produzione di componenti per i veicoli elettrici, prodotti di robotica, intelligenza artificiale e sistemi connessi alla domotica. Questi sono sicuramente i settori che offrono il maggiore potenziale di sviluppo e quindi LG ha preferito puntare forte su un business destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni.




















