Piano cottura vetroceramica

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Una combinazione di materiali che dà vita a una superficie ancora più robusta e durevole: un piano cottura in vetroceramica infatti può sopportare una temperatura che arriva fino a 700°C. Oltre a questo c’è da considerare anche la facilità di manutenzione di questo piano cottura e la versatilità in fatto di impianto che può essere a gas oppure a induzione.

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Quali caratteristiche ha un piano cottura in vetroceramica?

Il vetroceramica è un materiale che combina le proprietà del vetro e della ceramica. Questo multimateriale infatti è composto da una miscela di silice, ossido di alluminio, boro e potassio che combinati insieme migliorano per resistenza e durezza. Le alte temperature non sono un problema per il vetroceramica che resiste fino ai 700°C senza subire danni o deformarsi. Per questo ad oggi è uno dei materiali più utilizzati per la realizzazione dei piani cottura indipendentemente se presentano un’alimentazione a gas o a induzione.

Nonostante questo però il vetroceramica, così come le altre principali superfici usate per i piani cottura, deve essere protetto da eventuali urti con oggetti pesanti che potrebbero scheggiare il materiale. Eccetto questa accortezza però, un piano cottura in vetroceramica non richiede una particolare manutenzione se non una pulizia ordinaria che si potrà effettuare facilmente con un prodotto per superfici delicate e un panno in microfibra.

 

Le domande più frequenti sui piani cottura in vetroceramica

Un piano cottura con superficie in vetroceramica può far sorgere alcune domande al momento dell’acquisto, vediamo quali sono le più comuni:

1) Quali pentole si possono utilizzare su un piano cottura in vetroceramica?

Per capire quali pentole o padelle si possono utilizzare su un piano cottura in vetroceramica bisogna innanzitutto valutare quale tipo di alimentazione presenta il piano. È infatti la presenza di fornelli a gas o quelli a induzione a determinare quali tipi di utensili da cucina sono compatibili. Non tutti possono essere utilizzati in maniera universale, pertanto vanno sempre consultate attentamente le indicazioni presenti sulle confezioni di pentole e padelle.

2) Cosa succede se ci si scorda un piano cottura in vetroceramica acceso?

Se si tratta di un piano cottura a gas il rischio è di causare un incendio in casa e di disperdere gas in maniera libera. Bisogna quindi sempre fare attenzione a verificare la corretta chiusura delle manopole che avviano i fornelli quando si finisce di cucinare. Se invece l’alimentazione è a induzione i danni dipendono dal modello e dalla tecnologia che presenta. Alcuni hanno una modalità di spegnimento automatico se non rilevano la presenza di un utensile sopra, altre invece potrebbero continuare a emanare calore e surriscaldare il piano causando danni ai circuiti elettrici interni. Anche in questo caso quindi, nonostante i rischi siano potenzialmente minori, è bene fare attenzione a non aver lasciato nulla di avviato a fine cottura.

3) Qual è la differenza tra un piano cottura in vetro temperato e uno in vetroceramica?

La differenza sta nel materiale che viene utilizzato per la superficie. I piani cottura in vetro temperato sono fatti di un vetro che grazie a una particolare lavorazione acquisisce una maggiore resistenza mentre il vetroceramica è anch’esso molto durevole ma è composto da una miscela di vetro e ceramica. Il risultato sul lungo termine quindi è similare, a fare la differenza sono i modelli proposti nel finish delle superfici, nei colori, nelle misure e nel tipo di alimentazione che si sta cercando.

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